(ANSAmed) - BRUXELLES, 31 OTT - Nuovo passo avanti della
Commissione europea per una maggiore protezione del
Mediterraneo. Bruxelles ha infatti proposto agli Stati membri di
aderire al protocollo della Convenzione di Barcellona, che
tutela il Mediterraneo contro l'inquinamento provocato da
attività di esplorazione e sfruttamento offshore. Queste
operazioni stanno aumentando nel Mediterraneo e l'area è
particolarmente vulnerabile a causa della sua caratteristica di
mare semi-chiuso e con una rilevante attività sismica.
"Questa proposta - afferma il commissario Ue all'Ambiente,
Janez Potocnik - è complementare a quella legislativa per la
sicurezza delle attività petrolifere e di gas offshore. Ci
consentirà di lavorare insieme ai nostri partner del
Mediterraneo che non fanno parte dell'Ue, assicurando una
migliore tutela di questo mare e dei suoi utenti".
Il protocollo 'offshore' richiede una serie di condizioni
prima che le attività possano partire. In particolare, la
costruzione di piattaforme e impianti deve rispettare standard e
pratiche internazionali e le imprese devono provare di avere le
competenze tecniche e le capacità finanziarie per poter operare.
Non saranno date autorizzazioni se le attività possono provocare
danni all'ambiente e la collocazione degli impianti deve
assicurare di evitare danni a cavi e gasdotti esistenti. Il
protocollo, come le nuove regole proposte dalla Commissione
europea, prevede i criteri della responsabilità e della
compensazione da parte delle imprese. L'Unione europea è parte
contraente della Convenzione di Barcellona, alla quale hanno
aderito anche singoli Stati membri (Italia, Grecia, Spagna,
Francia, Slovenia, Malta e Cipro), insieme ad altri 14 paesi del
Mediterraneo che non fanno parte dell'Ue. (ANSAmed).
Ambiente: Ue, proteggere Mediterraneo da attivita' offshore
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