(ANSAmed) - ANKARA, 13 SET - I turchi, dando la maggioranza
delle preferenze al ''si' '' nel referendum di ieri, hanno
scelto di rendere il loro Paese piu' democratico anche per
quanto riguarda il ruolo della magistratura, l'applicazione
della legge e i diritti dei lavoratori.
Notevoli infatti saranno i cambiamenti nella gestione della
giustizia che, sostiene pero' l'opposizione, consentira' al
partito di radici islamiche Giustizia e Sviluppo (Akp, del
premier Tayyip Erdogan) di porre la magistratura sotto il
controllo dell'esecutivo.
Le modifiche riguardano la Corte costituzionale che sara'
composta da 17 giudici (e non piu' da 11 come oggi) di cui 14
nominati dal capo dello Stato e tre dal Parlamento. La Corte
potra' giudicare i massimi gradi militari mentre d'ora in poi
saranno i tribunali civili, e non piu' quelli militari, a
processare i membri delle forze armate accusati di reati contro
la sicurezza dello Stato o la Costituzione. D'altro canto, i
civili non potranno piu' essere processati da tribunali
militari.
Sara' modificato anche il numero dei membri del Consiglio
Supremo dei Giudici e dei Procuratori - Hsyk, l'equivalente del
Consiglio Superiore della Magistratura in Italia - che
diventeranno 22 ed il modo in cui saranno nominati.
Da segnalare anche alcune conquiste nel mondo del lavoro.
L'approvazione del pacchetto di emendamenti alla Costituzione
fara' si' che sara' abolita una clausola che sino ad oggi
vietava ad un lavoratore l'appartenenza a piu' di un sindacato.
Inoltre la modifica dara' agli impiegati statali il diritto a
negoziare contratti di lavoro collettivi, a scioperare e a fare
ricorso contro azioni disciplinari ritenute ingiustificate.
(ANSAmed).
TURCHIA: REFERENDUM; COME CAMBIANO GIUSTIZIA E LAVORO
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