
(ANSAmed) - BEIRUT - I ministri degli Esteri di
Qatar e Turchia hanno annunciato di aver sospeso la loro
mediazione per tentare di sbloccare la crisi politica in Libano,
dopo due giorni di intensi contatti con le parti.
Ieri si era gia' ritirata dalla mediazione l'Arabia saudita,
che sostiene la maggioranza parlamentare libanese guidata da
Saad Hariri. Secondo quanto ha reso noto l'agenzia ufficiale
libanese, i ministri degli esteri turco,
Ahmet Davutoglu, e del Qatar, lo shaykh Hamad ben Khalifa Al
Thani, che e' anche premier, sono ripartiti da Beirut nel corso
della notte. I loro sforzi per favorire una soluzione della
crisi sono sospesi ''per il momento'', poiche' sono emerse delle
''riserve'' e quindi e' opportuno ''consultarci con la nostra
leadership'' hanno affermato i due ministri in un comunicato
congiunto, citato dal sito web del quotidiano an Nahar. I due
ministri ieri, al termine di due giorni di incontri con i leader
politici libanesi, sono stati ricevuti dal leader del movimento
sciita Hezbollah, il sayyid Hassan Nasrallah, per portare
avanti l'iniziativa di mediazione avviata nei mesi scorsi da
Siria e Arabia Saudita.
Riad, tramite il suo ministro degli esteri Saud al Faysal, ha
pero' annunciato ieri il proprio ritiro dall'arena libanese in
cui, ha ammonito, ''la situazione e' pericolosa''.
Secondo varie fonti, al centro dei colloqui ci sono
regolarmente le questioni del Tribunale internazionale e, in
subordine, del nuovo governo. Hezbollah sostiene da mesi che il
Tribunale speciale per il Libano (Tsl), che ha sede in Olanda ed
e' incaricato di far luce sull'omicidio a Beirut nel 2005
dell'ex premier libanese Rafiq Hariri, e' un ''progetto
americano e israeliano'' e che intende metter sotto accusa
membri dello stesso movimento sciita. Proprio per divergenze con
il premier Saad Hariri sul Tsl, la settimana scorsa Hezbollah ha
ritirato i ministri suoi e dei suoi alleati dal governo,
provocandone la caduta. (ANSAmed).